Barometro Minibond: Market Trends. Dati al 30.09.2021

Segnali decisamente positivi nel terzo trimestre 2021: dieci nuove emissioni quotate sull’ExtraMOT Pro3, il segmento di Borsa italiana dedicato ai minibond (emissioni obbligazionarie fino a EUR 50M), per un controvalore pari a EUR 35M. Valori che risultano in aumento sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 2019.

Complessivamente, il trimestre si chiude con un totale di 368 Minibond quotati su Borsa italiana dall’inizio del mercato ad oggi, per un controvalore pari a EUR 2.404M. Considerando i rimborsi già avvenuti, a oggi risultano in essere 129 emissioni, per un controvalore di EUR 869M.

L’identikit aggiornato del minibond è il seguente:

  • Taglio medio EUR 6,5 M
  • Scadenza media: 4,8 anni
  • Struttura del rimborso: 47% bullet (tutto a scadenza) / 53% con piano di ammortamento
  • Cedola media annua: 4,96%
  • Fatturato medio emittente: EUR 82,5M

I trend in atto

Il 79% delle nuove emissioni fa riferimento ad imprese attive nei settori Power & Utilities e Industrials. Tra queste, di particolare interesse Biogas Sardegna Green, che ha emesso a luglio project green bond per complessivi EUR 12,85M, collegati all’obiettivo 7 dei Sustainable developments Goals «Affordable and clean energy», uno dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 UN per lo Sviluppo Sostenibile.

Prosegue il trend di riduzione del fatturato, segnale di un progressivo ricorso allo strumento anche da parte di imprese di dimensioni minori: considerando i dati da inizio mercato, il fatturato medio è pari a EUR 82,5M, valore che si dimezza, scendendo a EUR 45,5M se si considerano solo gli emittenti del 2020. Stabili le restanti caratteristiche economiche.

Il nostro punto di vista

I dati mostrano un recupero rispetto a inizio anno, e confermano la validità dello strumento minibond per finanziare piani strategici di crescita di medio-lungo periodo, tanto per le imprese più strutturate quanto per quelle di dimensioni minori.

Occorre oggi continuare a lavorare sulla definizione di un ampio ecosistema a supporto dell’economia italiana, in cui finanza tradizionale e fintech collaborino alla creazione di un hub per PMI ad alto potenziale. 

Nei prossimi anni assisteremo inevitabilmente a un allargamento agli strumenti di finanza straordinaria di debito (quali appunto i minibond) e di equity per le PMI, una evoluzione che risponde ad esigenze di capitale che non possono essere soddisfatte dai canali di finanziamento tradizionali. Occorre tuttavia creare un ponte tra imprese ed investitori: per cogliere al meglio le opportunità del mercato dei capitali sarà di fatto chiave la presenza di consulenza qualificata.

Nel concreto, questo è quello in cui si sostanzia l’esperienza di avanguardia che il Gruppo Azimut ha lanciato da qualche anno e che si è rafforzata con il lancio di Azimut Direct in seno al cosiddetto progetto “neo-financing”.

Analisi
2 minuti
13.10.2021
Share