Il ruolo del Private Banking per la crescita delle PMI

Il Private Banking è un modello di servizio che si caratterizza per una consulenza finanziaria specializzata e finalizzata alla gestione, alla protezione e all’ottimizzazione del patrimonio. Il Private Banking è concepito per uno specifico target di clientela che possiede un patrimonio di una certa consistenza e che desidera un servizio evoluto di consulenza per una gestione personalizzata, dinamica e performante della propria ricchezza. Scopriamo insieme quali sono le principali caratteristiche.

Gli elementi fondanti del Private Banking

Il servizio si caratterizza per quattro elementi fondanti: la tipologia del cliente, il patrimonio disponibile del cliente, il livello di servizio e il livello professionale del Banker.

  • Tipologia del cliente: Il cliente Private detiene un patrimonio personale, familiare o comunque collegato alla sua attività con esigenze molteplici e sofisticate.
  • Livello di servizio: il servizio offerto dal Private Banker è di altissimo livello e presuppone un elevato grado di personalizzazione, una visione globale del patrimonio e un monitoraggio e una gestione costante nel tempo.
  • Livello professionale dei Banker: un Private Banker, per fornire un servizio con uno standard qualitativo altissimo, deve necessariamente avere una elevata conoscenza e comprensione dei servizi finanziari.
  • Il patrimonio disponibile del cliente oggetto del servizio: Il patrimonio del cliente tipicamente è di almeno due milioni di euro, compresi beni immobiliari e di lusso.

Il legame tra risorse dei clienti private e il mondo dell’economia reale

Il tema del finanziamento dell’economia reale è da sempre di fondamentale importanza nel dibattito italiano, considerato che le PMI rappresentano la struttura portante del sistema produttivo del nostro Paese. Lo studio sulle PMI europee, pubblicato annualmente dalla Commissione Europea, riporta infatti che le PMI nostrane occupano il 78,1% della popolazione italiana attiva e generano il 66,9% del valore aggiunto complessivo dell’economia reale, valori largamente superiori alla media europea.

Per le PMI nostrane, tuttavia, l’accesso al capitale può risultare più difficoltoso, a causa, ad esempio, di asimmetrie informative, della mancanza di competenze manageriali in ambito finanziario, della minore trasparenza, dell’eccessiva dipendenza dal canale del credito bancario.
Per far fronte a queste difficoltà, negli ultimi anni sono nati sempre più operatori focalizzati sul sostegno alla crescita delle PMI (tra cui Azimut Direct) e si è assistito a un forte sviluppo dei canali di finanziamento alternativi, attraverso ad esempio i minibond, le piattaforme di crowdfunding, i Fondi di Investimento Alternativi (FIA).

Proprio i FIA sono uno degli strumenti principali in cui investe il Private Banking che, quindi, indirettamente, finanzia l’economia reale e la crescita delle PMI. Secondo i dati riportati dal Politecnico di Milano, al 30 giugno 2020 il Private Banking ha investito in 105 FIA, per un valore superiore a EUR 1Mld. 
Le famiglie clienti del Private Banking possiedono infatti le caratteristiche ideali per investire in economia reale in quanto hanno un interesse elevato per il mondo finanziario, un’alta propensione al rischio e una maggiore attenzione al lungo periodo in tema di investimenti.

L’impatto dei FIA sulle PMI

Lo studio del Polimi ha poi analizzato le performance delle imprese finanziate dai FIA nei quali il Private Banking ha investito: in totale il report ha preso in esame 16 fondi alternativi che hanno realizzato, nel periodo 2000-2018, 242 operazioni riguardanti 151 imprese. Le performance di tali imprese sono state confrontate con un campione di controllo composto da aziende simili per caratteristiche e variabili finanziarie ma che non sono state oggetto di alcun deal da parte di FIA.
L’analisi mostra che, a tre anni dal deal, le imprese che hanno ricevuto un finanziamento in equity e/o debito hanno registrato performance significativamente migliori. In particolare, in termini differenziali rispetto al campione di controllo, la crescita dei ricavi e delle attività è stata rispettivamente +240% e +270% e la liquidità di cassa superiore del 210%.

Le recenti riforme e l’impatto sull’economia reale

Con il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 19 del 13 gennaio 2022 sono state introdotte due importanti riforme per i FIA, proposte da AIFI:

  • Possono partecipare anche investitori non professionali nell'ambito della prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, purché l’importo investito in FIA non superi il 10% del proprio portafoglio;
  • È stata abbassata a EUR 100.000 la soglia minima di investimento per gli investitori non professionali.

Tali riforme aiuteranno a smobilizzare nuove e importanti risorse dal mondo del Private Banking che, tramite i FIA, potranno arrivare all’economia reale: un’azione concreta per il rilancio del sistema Italia che consentirebbe a molte PMI di ricevere finanziamenti a supporto dei propri piani di sviluppo.

La visione sul futuro

Il 2022 è sicuramente caratterizzato da complessità e notevoli sfide. Non solo i grandi cambiamenti legati alla pandemia, ma anche nuovi e urgenti temi quali fonti energetiche alternative, materie prime, e naturalmente gli sviluppi internazionali legati al conflitto russo-ucraino.

La combinazione di questi fattori rende necessario una nuova dimensione della consulenza patrimoniale, in cui predominano una relazione focalizzata su personalizzazione e esperienza del cliente, il sapere anticipare i bisogni, il poter differenziare l’offerta di prodotti e servizi e soprattutto l’orientamento verso investimenti di lungo periodo anche attraverso i private markets.

 

Disclaimer: dati relativi alle performance passate non sono rappresentativi di quelli futuri. Va considerato che la partecipazione a un FIA comporta sempre dei rischi connessi alle possibili variazioni del valore delle quote, che a loro volta risentono delle oscillazioni del valore degli strumenti finanziari prevalentemente illiquidi in cui vengono investite le risorse del FIA.