Garanzia SACE Green: che cos'è, come funziona e come sfruttarla per la crescita delle PMI

Analisi
6 minuti
28.07.2022
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In questo primo semestre del 2022 sono intervenuti importanti cambiamenti in tema di garanzie pubbliche. Il 12 maggio 2022 la Commissione Europea ha confermato la fine del Temporary Framework concesso per la pandemia, con una riduzione graduale delle misure a sostegno alle imprese. Il quadro di aiuti di Stato legato all'emergenza Covid non è stato prorogato oltre il 30 giugno 2022, ad eccezione delle misure di sostegno agli investimenti e alla solvibilità, che rimarranno in vigore rispettivamente fino al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2023, come già previsto dalle norme vigenti. 

In parallelo, il 23 marzo 2022 la Commissione Europea ha pubblicato il Temporary crisis framework, con l’obiettivo di fronteggiare la crisi energetica aggravata dalla situazione bellica in Ucraina. Il 2 maggio 2022 l’Italia ha dunque approvato il nuovo decreto Aiuti, che introduce “misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina”, con linee di azione specifiche sia sulle garanzie SACE che sul Fondo PMI. 

Dopo un lungo iter, è stata pubblicata il 15 luglio scorso in Gazzetta Ufficiale la legge 91/2022, che disciplina il nuovo schema SACE “Garanzia SupportItalia”, a supporto delle possibili esigenze di liquidità riconducibili all’impatto economico negativo derivante dal conflitto Russia – Ucraina. Tali misure saranno in vigore fino al 31.12.2022. 

Accanto a questi interventi esistono altre garanzie sui prestiti a disposizione delle imprese, come ad esempio la Garanzia SACE Green. Tale garanzia non è inserita in un contesto emergenziale come quello Covid-19 o crisi ucraina, ma è di fondamentale importanza per supportare il sistema economico nel gestire un fenomeno più generale e a lungo termine: quello del cambiamento climatico.
 

 

Il cambiamento climatico e il Green New Deal

Il cambiamento climatico è un tema sempre più centrale all’interno dell’agenda pubblica, che richiede un intervento strutturale: rivoluzionare il tessuto socioeconomico al fine di salvaguardare il pianeta dagli effetti dalle emissioni inquinanti. A questo proposito, nel dicembre 2019 la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione "Il Green Deal Europeo", riformulando su nuove basi l'impegno europeo ad affrontare i problemi legati al clima e all'ambiente. Nel concreto, un insieme di piani, programmi e azioni che dovrà portare l’Europa entro il 2030 all’abbattimento del 50% delle emissioni di CO2 ed entro il 2050 alla Carbon neutrality. 

Uno degli strumenti principali per raggiungere questo target ambizioso è appunto quello di incentivare le aziende, attraverso garanzie e sovvenzioni, a investire in progetti green.

A livello italiano, uno dei riferimenti legislativi principali è il Decreto Semplificazioni del luglio 2020, in cui il Governo indentifica SACE quale attuatore del Green New Deal italiano attraverso il rilascio di specifiche garanzie pubbliche – la cosiddetta “Garanzia SACE Green”, appunto – a sostegno di progetti di investimento sostenibili.
 

 

SACE Green: che cos’è e quali sono i vantaggi

La Garanzia SACE Green è destinata a supportare le imprese che stanno avviando progetti di investimento mirati alla sostenibilità e alla riduzione dell’impatto ambientale. Viene emessa sotto forma di garanzia a prima richiesta, irrevocabile e incondizionata, nella misura massima dell’80% dell’importo finanziato, senza vincolo di dimensione o durata. Possono accedere alla garanzia tutte le aziende italiane. Come strutture ammesse, finanziamenti (anche in project finance), emissioni obbligazionarie, cauzioni e leasing finanziario. 

La garanzia consente alle imprese sostenibili di avere un accesso facilitato alla finanza a medio e lungo termine, con condizioni di maggior favore grazie al “Green Correction Factor” – in concreto, si applica un miglioramento nel rating di impresa di un notch, ad esempio da BB a BB+.
 

 

SACE Green e Tassonomia UE: i requisiti

Per essere eleggibili per la Garanzia SACE Green, i progetti di investimento devono produrre un beneficio significativo almeno in uno dei sei obiettivi ambientali identificati dalla “Tassonomia dell’Unione per le attività sostenibili” (Regolamento UE 2020/852):

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici: progetti di investimento che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra – l’obiettivo ultimo è quello di mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, come stabilito dall’accordo di Parigi;
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici: progetti volti a migliorare la capacità di prevedere e affrontare gli effetti negativi del cambiamento climatico;
  3. Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine: progetti che contribuiscono a conseguire il buono stato ecologico dei corpi idrici e a prevenire il deterioramento degli stessi;
  4. Economia circolare: progetti mirati all’uso più efficiente delle risorse, alla riduzione dell’utilizzo di materie prime e ad una migliore gestione dei rifiuti;
  5. Prevenzione e riduzione dell’inquinamento: progetti che contribuiscono alla prevenzione e riduzione di emissioni inquinanti e che migliorano il livello di qualità dell’aria, acqua o suolo;
  6. Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: progetti che contribuiscono a proteggere, conservare o ripristinare la biodiversità o a conseguire la buona condizione degli ecosistemi.

L’operatività di SACE in questo ambito è uno dei tasselli chiave a supporto della transizione ecologica delle imprese, e dunque del Paese. I dati raccolti dal DIPE (il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) segnalano che nel 2021 sono state deliberate 83 operazioni, per un importo finanziato complessivo pari a EUR 4,2 Mld ed un totale di flussi di impegni garantiti pari a EUR 2,2 Mld.

 

 

Il punto di vista di Azimut Direct

Lo sviluppo in chiave sostenibile del tessuto produttivo italiano e il sostegno agli investimenti green rappresentano un’opportunità di crescita unica per il nostro Paese. Gli investimenti sostenibili generano numerose esternalità positive sia in termini di qualità della vita sia in termini puramente economici. I fattori climatici e ambientali hanno, infatti, un effetto tangibile e immediato sulle performance aziendali: un’analisi dell’Osservatorio Climate Change Finance del Politecnico di Milano condotta su un campione di oltre 1M di imprese italiane segnala una riduzione del fatturato del 5,8% e dell’EBITDA del 3,4% per ogni grado di temperatura in più.

L’incorporazione della sostenibilità all’interno dei processi produttivi è oggi un must-have: lo richiede la regolamentazione, lo domanda la clientela, lo dimostra l'evidenza empirica. In questo la finanza gioca un ruolo chiave: un’azienda con progetti a documentabile impatto ambientale sarà facilitata nel trovare capitali a medio-lungo termine. In base alla Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), i fondi di investimento e più generale tutti i partecipanti al mercato finanziario dovranno fornire specifica dichiarazione sul grado di sostenibilità che caratterizza i prodotti offerti e darne rendicontazione periodica. Inoltre, a partire da quest’anno la sostenibilità entra anche negli stress test delle banche, che devono sottoporre alla valutazione della BCE i propri modelli per la gestione del rischio climatico. 

In Azimut Direct condividiamo in pieno queste linee di azione e siamo pronti ad accompagnare le imprese in un percorso di crescita che sia sostenibile non solo a livello finanziario, ma anche ambientale, sociale e di governance. Grazie ai nostri professionisti certificati EFPA ESG Advisor e a un ampio network di investitori, supportiamo i nostri clienti nella strutturazione di Green o Sustainability-Linked Bond e più in generale alla gestione della Garanzia SACE Green legata alla finanza di medio-lungo termine.