Minibond: definizione e normativa

Analisi
4 minuti
31.03.2020
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Grazie allo strumento dei minibond, introdotto in Italia nel 2012, anche le imprese di dimensioni minori hanno oggi la possibilità di reperire fondi sul mercato dei capitali. In questo articolo vediamo insieme cosa sono i minibond e quale è la principale normativa di riferimento.

Cosa sono i minibond?

I minibond sono obbligazioni di medio-lungo termine emesse da piccole medie imprese (PMI) italiane per il finanziamento di piani di crescita e sviluppo. Come funzionano i minibond? Come tutte le obbligazioni, hanno un tasso d’interesse riconosciuto sotto forma di cedola periodica, e una data di scadenza in cui viene rimborsato il capitale. Tipicamente si considerano minibond le obbligazioni di PMI con valore nominale complessivo inferiore a EUR 50M, mentre non esistono parametri o requisiti particolari per i principali termini e condizioni, inclusi la durata, il tasso di interesse o la struttura di rimborso del capitale.

Le caratteristiche dei minibond

Le caratteristiche di un minibond sono le seguenti:

  • Durata: tipicamente inclusa fra i 3 e i 5 anni.
  • Cedola: la maggior parte dei minibond prevede una cedola fissa espressa in termini annui e liquidata ogni 6 mesi. Ma è possibile anche trovare cedole variabili legate ai tassi Euribor a 3 o 6 mesi.
  • Prezzo di emissione: tutti i minibond sul mercato sono stati emessi al 100% del proprio valore nominale.
  • Rimborso: è possibile che il capitale sia rimborsato tutto alla scadenza (cd. bullet) oppure in rate costanti durante l’intera durata (cd. amortizing), oppure ancora in rate costanti ma solo dopo un primo periodo (cd. grace period) di 1 o 2 anni.
  • Covenant: si tratta di clausole vincolanti che l’emittente deve rispettare, pena il rimborso anticipato del minibond. Non sono sempre presenti, e possono riguardare diversi aspetti; le più comuni prevedono limiti ai dividendi, impegno a non concedere ipoteche o garanzie, impegno a rispettare determinati ratio finanziari.

Tutte le caratteristiche sono chiaramente definite e descritte nel Regolamento di ciascun minibond.

La disciplina dei minibond

I minibond furono lanciati nel mercato italiano nel 2012, ai sensi del Decreto Sviluppo (D.L. 83/2012), il cui obiettivo era rispondere alle restrizioni del sistema bancario e finanziario tradizionale legate alla crisi iniziata del 2008. Con i minibond, il governo italiano puntava a ridurre la dipendenza dai finanziamenti bancari e a creare un sistema di risorse alternative per sostenere la competitività e finanziare la crescita delle PMI italiane.

Oltre al Decreto Sviluppo, la normativa di riferimento dei minibond comprende le successive integrazioni e modifiche di cui al D.L. 179/2012 (“Decreto Sviluppo Bis”), al D.L. 145/2013 (piano “Destinazione Italia”) e D.L. 91/2014 (“Decreto Competitività”), che includono, tra l’altro, dettagli relativi al trattamento fiscale degli interessi da parte delle società emittenti.

Chi può emettere minibond?

Al di là del taglio, la differenza tra un minibond e una tradizionale obbligazione corporate sta proprio nelle caratteristiche dell’impresa emittente: quando si parla di minibond si fa tipicamente riferimento all’emissione di obbligazioni da parte di una Srl o di una SpA non quotata. Nello specifico, secondo quanto indicato nel Decreto Destinazione Italia, gli emittenti devono essere società italiane non quotate, diverse dalle banche e dalle microimprese, con fatturato superiore a EUR 2M e almeno 10 dipendenti.

Emettere obbligazioni richiede anche determinati requisiti qualitativi: i minibond sono strumenti per la crescita dell’impresa, e pertanto costituiscono una opportunità di finanziamento per aziende ad alto potenziale, con bilanci sani, un preciso piano di investimenti testimoniato da un business plan solido, un management esperto e buone prospettive di sviluppo.

E’ inoltre fondamentale la capacità di adottare le best practice tipiche delle aziende quotate, in termini ad esempio di governance interna e di comunicazione verso l’esterno.

Chi può investire in minibond?

Investire in minibond non è per tutti. Il rendimento di un investimento in debito di PMI è più alto e meno volatile di altri strumenti finanziari, ma i rischi associati non sono facili da gestire. L’analisi delle PMI è più complessa, e spesso richiede una conoscenza diretta e profonda di quel settore specifico. Per questo motivo, i minibond possono essere sottoscritti solo da investitori istituzionali (banche, assicurazioni, fondi pensione, fondi minibond, etc.) e investitori privati qualificati, ovvero le persone fisiche che rispettano determinati requisiti di patrimonio ed esperienza professionale. 

Nel caso di minibond emessi da una Srl, la normativa prevede che possano essere sottoscritti solo da investitori istituzionali.